domenica 8 novembre 2009

Tre consigli per l'ernia jatale (dello stomaco)

Ultimamente ha raggiunto una notevole diffusione nella popolazione una patologia non grave, ma comunque fastidiosa, l’ernia jatale. Esistono due tipologie di ernia jatale, quella da scivolamento, che è la più diffusa, quando una parte dello stomaco passa dalla sua normale sede addominale nel torace, dando origine ad uno spostamento verso l’alto della giunzione gastroesofagea di confine tra stomaco ed esofago, e quella più grave ma fortunatamente più raramente contratta, da arrotolamento, più pericolosa della prima in quanto la porzione di stomaco è arrotolata verso l’alto rischiando di venir così schiacciata, e di poter ridurre l’apporto di sangue allo stomaco.

Avendo contratto in prima persona questa patologia, mi sento ispirato a consigliare genericamente alcuni accorgimenti mirati a vivere meglio i possibili sintomi di questa problematica di salute, che spero saranno utili anche per chi ha questa patologia.


1 Controllare l’alimentazione e le bevande

Spesso i sintomi collegati all’ernia jatale sono il reflusso gastroesofageo che da luogo alla patina linguale, e /o a rigurgiti acidi, ad una sensazione di bocca amara, e a secchezza della bocca. Per questo è ottimale masticare molto i cibi, ed evitare soprattutto cioccolato, latticini, pomodoro, alcolici, fumo, caffé, agrumi, bevande gasate, e cibi acidi in generale come melanzane, peperoni, aglio e cipolla (specialmente se crudi), menta, eucalipto (quindi attenzione anche ai prodotti come caramelle balsamiche, e tisane, eventualmente per problemi da raffreddamento si possono usare prodotti a base di propoli). Inoltre un trucco che funziona molto bene è di consumare pasti di piccola quantità e più frequenti, limitando al massimo la quantità di bevande (possibilmente solo acqua) bevute durante i pasti, altrimenti i succhi digestivi sono diluiti e la digestione peggiora tendendo a far risalire il cibo e ad esalare acidità. Inoltre occorre agevolare la digestione evitando di consumare frutta e dolci a fine pasto, in modo da uniformare il tipo di cibi da digerire, iniziare a bere acqua calda appena svegliati e prima di coricarsi, e lontano dai pasti. Per questo sarebbe utile portarsi dietro un termos di acqua calda anche sul posto di lavoro, e in vacanza, bevendone un po’ per volta durante tutta la giornata, lontano dai pasti. Sarebbe meglio mangiare cibi cotti, e iniziare i pasti con zuppe, minestre con cereali integrali, per tenere così lo stomaco e l’apparato digerente caldi e pronti alla digestione, evitando cibi secchi e freddi.

2 Controllare lo stress

Sebbene non sia l’unica causa possibile, credo che lo stress abbia inciso fortemente sull’aumento dei casi di ernia jatale rilevati in questi ultimi anni, e per chi non ci crede sarebbe sufficiente indagare tra i propri amici e conoscenti, quindi sarebbe bene controllarlo, e meditare sulla correttezza della propria respirazione, che dovrebbe essere lenta e profonda. E’ del resto normale che in questo periodo dove ansia e paure legate alle difficoltà di questo momento economico di crisi mondiale, si abbiano problematiche del genere, e respiri brevi e contratti. Per questo è consigliato praticare regolare attività sportiva, fare una camminata dopo i pasti, e degli esercizi di respirazione da fermi, a gambe leggermente divaricate inspirando mentre si alzano le braccia, lentamente, espirando lentamente facendo cadere dolcemente le braccia. Questo serve per cercare di agevolare il rientro dell’ernia nella sua sede, ed è utile a questo scopo anche limitare la pressione addominale evitando i vestiti stretti e attillati e limitando pasti e bevande. Per controllare lo stress occorre anche vivere una vita soddisfacente, svolgere un lavoro che ci si addice, avere una giusta quantità di riposo senza eccedere in sforzi come neppure nelle attività che pure ci entusiasmano.

3 Integratori alimentari

Un altro modo per controllare il ph dei tessuti, e in particolare di quelli gastrici, è quello di integrare nella dieta dei citrati alcalini (di magnesio, potassio, ferro, manganese), in questo modo si agevolerà la cura dell’esofagite eventualmente presente, e si allevierà lo stato di infiammazione generale che lo stress a lungo termine tende ad indurre nel nostro organismo. Per proteggere la mucosa, in caso di lesioni preulcerose, o di ulcere in atto, dovute ad una possibile gastrite che può accompagnare l’ernia jatale, è possibile assumere lo sciroppo di lumaca, ormai reperibile facilmente nelle erboritesterie e negozi biologici. Consiglio sempre di chiedere consiglio ad un erborista o meglio ad un naturopata, visto che questa figura, anche in Italia, è obbligata ad aggiornarsi sia sui nuovi rimedi naturali, sui loro eventuali nuovi effetti indesiderati relativamente anche a particolari predisposizione del paziente, sia sulle interazioni eventuali con i farmaci assunti. La cura standard farmacologica in genere prevede un inibitore di pompa che a lungo andare però squilibria il sistema di produzione dei succhi gastrici tendendo a far atrofizzare le cellule che li secernono, un protettore gastrico, che comunque è prodotto a partire dalla lumaca, e/o un procinetico per agevolare la digestione, che altera però alla lunga il metabolismo, tendendo a far ingrassare il paziente, oltre a indurre gli effetti indesiderati relativi a tali farmaci riportati sul “bugiardino”. Generalmente viene consigliato di assumere i farmaci nei cambi di stagione, autunnali e primaverili, controllando particolarmente la dieta in questi periodi, ma personalmente preferisco di evitare quanto più possibile l’uso di farmaci, e credo ci siano dei rimedi naturali buoni aalternativi  questi farmaci, basterebbe chiedere ad un naturopata. 


Come antiacido oltre ai citrati alcalini, è possibile usare il kuzu, una radice giapponese reperibile in erboritesteria e nei negozi biologici, da sciogliere a piccole dosi in acqua, la cura Pantellini, e la dieta associativa del ph della Dottoressa Kousmine. Se si ha la bocca amara o acidità in gola, si possono fare sciaqui e gargarismi con acqua tiepida e bicarbonato di sodio, questo metodo da veramente sollievo, provare per credere. ;-D

Per la bocca amara si possono assumere, presumendo questo sia anche un problema di bile e quindi epatico, degli integratori a base di carciofo, tarassaco, curcuma e cardo mariano per agevolare la funzionalità epatica, in particolare per chi soffra di “fegato pigro”, ed abbia evidentemente problemi ricorrenti di “scatti d’ira”,  associati a problemi di bile, ogni tanto è bene ricordarsi che la rabbia spesso è solamente nociva, a parte quando lo facciamo per educare i figli, o per riprendere un amico che sta oggettivamente danneggiando qualcuno, e quindi se stesso, ed è inutile arrabbiarsi perchè alla fine ne risentiamo soprattutto noi.

Spero di aver esposto consigli che ti tornino utili, sia che tu soffra di questa patologia, che qualche tuo conoscente possa trarne giovamento, purtroppo queste valutazioni e conoscenze non sono note a tutti, e credo sia giusto avvisare i propri cari, aggiornandoli con ciò che dalla pratica sperimentazione, e dalla nuova ricerca, viene fuori come alternativa ai farmaci, valida e salutare per noi.

Le informazioni per conoscere il nostro organismo ed i suoi funzionamenti non sono immediatamente accessibili a tutti, spero che lentamente, queste lo siano in modo da istruirci ad un nuovo modo di fare medicina, dove il paziente, consapevole del funzionamento di rimedi ufficiali, naturali e del proprio organismo, prenda sempre più parte alla cura, con un ruolo attivo nel riequilibrio emotivo-fisiologico-psicologico possibile, del proprio stato di salute.

Ho inserito anche un post sulle testimonianze di impiego dei rimedi naturali efficaci, vi invito a leggere i primi contributi perché si scopre davvero un mare di informazioni utili e interessanti! ;-D

Buon passaparola :-D

Leggi tutto...

venerdì 31 luglio 2009

Il colostro: un toccasana per molte malattie impiegato da millenni

Il colostro è la prima secrezione delle ghiandole mammarie durante la gravidanza o dopo il parto, è costituito da acqua, grassi, carboidrati, immunoglobuline, e fattori di crescita, ed ha un colore giallastro.

Il colostro è un mezzo mediante il quale la madre trasmette al nascituro le proprie difese immunitarie, ed è molto importante per proteggerne la salute intestinale, dal momento che presenta delle pareti intestinali con un’alta permeabilità, che costituiscono quindi una facile via di accesso per le tossine, che tenderebbero a
diffondersi così nel resto dell’organismo, andando a peggiorarne la salute generale. Inoltre il colostro è un importante nutriente per il nascituro, essendo in grado di innescare molti processi ed avendo un’azione di difesa del tratto gastrointestinale, grazie agli inibitori della proteasi contenuti. Grazie a questa azione inibitoria il colostro ha un ruolo terapeutico nell’HIV, infatti molti farmaci impiegati per questa malattia agiscono con lo stesso principio inibitorio dell’enzima HIV-proteasi, impedendo la sua diffusione nella forma matura attiva, in quanto è un enzima sfruttato dal retrovirus per replicarsi, e quindi diffondersi nel nostro organismo. Mentre i farmaci presentano l’inconveniente degli effetti collaterali, l’uso di questo rimedio naturale, che è reperibile sottoforma di integratore, ha il vantaggio di non dare generalmente effetti collaterali, ed è impiegato da millenni dai medici ayurvedici in India.

Le ricerche scientifiche attuali puntano a scoprire nuovi farmaci per bloccare il virus, ma forse, ancora una volta, dovremmo riflettere su quello che la natura ci offre per combattere le malattie, non è forse vero che i neonati allattati con latte artificiale sono più deboli, più predisposti alle malattie rispetto a quelli allattati con latte materno?

Non vale forse la pena di investigare meglio, di informarci davvero, in maniera aggiornata, indipendente, internazionale, considerando anche le altrui esperienze di rimedi naturali, che talvolta, empiricamente abbiano dato un riscontro pratico efficace su un altissimo numero di pazienti?

La medicina ufficiale occidentale beneficerebbe di un incontro e confronto con gli usi popolari e delle altre tradizioni mediche, quali quella ayurvedica, cinese, tibetana e così via, però purtroppo si rimane qui in Occidente, vincolati a degli schemi, a delle ricerche costose e complesse, non dico che queste andrebbero abbandonate, ma sicuramente l’impiego di molti farmaci potrebbe essere evitato, e integrando nel proprio stile di vita sane regole di movimento (sport e/o camminate), una buona e sana alimentazione biologica e non OGM, e integratori preventivi, si potrebbero ridurre al minimo i problemi urgenti, per i quali la chirurgia o un intervento d’urto farmacologico sarebbero indispensabili e non ovviabili.

Insomma dovremmo tutti contribuire, come realizzazione o informazione, ad una medicina preventiva, creando una rete interconnessa di scambi di opinione e di aggiornamento reciproco, oltre ad una collaborazione, fondamentale a questo scopo sarebbe il riconoscimento da parte dello Stato, anche in Italia, della figura del naturopata, visto che questa figura in diversi paesi industrializzati e all’avanguardia, quali Svizzera, Canada, Australia, Francia e Germania, non solo è riconosciuta ma frequentemente richiesta visto il successo che la Naturopatia ha avuto, dimostrando di poter migliorare e guarire molte problematiche e malattie, risanando il terreno, ovvero l'insieme dei processi che regolano la condizione generale di salute del paziente.

E’ utile ricordare come l’utilità di un singolo integratore vada vista in quest’ottica generale, che consideri cioè le cause di una malattia, ed i processi singoli sottesi e interagenti nel nostro organismo.

La medicina dovrebbe agire in sinergia con altre filosofie, volte a tutelare la salute dei terreni, della flora e della fauna, mediante agricoltura biologica, rotazione delle colture, senza fruttarli, senza impiegare fertilizzanti, erbicidi, e pesticidi, mediante leggi più severe per controllare le emissioni industriali, l’inquinamento cittadino, mediante incentivi per le fonti di energie rinnovabili e per ogni azione che sia nella direzione di concepire e diffondere una mentalità ecologica, sociale, di cooperazione, interscambio culturale, e di qualità, che miri ad ottenere un beneficio sensibile, duraturo, di una società più civile e vivibile.

Questo sembra un argomento fuori tema, ma molti dei disagi e delle malattie oggi diffuse, specialmente quelle nuove, come celiachia, allergie, ed intolleranze alimentari, non sono altro che la naturale conseguenza del peggioramento della qualità di prodotti alimentari industriali, e dell’aumento dell’inquinamento; chissà quali danni farebbe la diffusione proposta di alimenti OGM, che talvolta sono presenti anche in prodotti alimentari che non li segnalano. Molte altre malattie, dall’ipertensione, alle infiammazioni dell’apparato digerente (gastrite e colite soprattutto), sono lo specchio di uno stress crescente e di una sensazione di insoddisfazione, e certamente arrivare ad un modello sociale ed economico più equo gioverebbe a tutti i cittadini e paesi.

L’azione del singolo influenza l’insieme dell’ambiente, e del pianeta dove viviamo, solo iniziando singolarmente ad agire in maniera intelligente e a tutela reale dell’ambiente, potremmo realmente tornare a vivere naturalmente, fisicamente e mentalmente, vedremo diminuire le malattie, specialmente quelle degenerative, così lo sforzo di un solo individuo diverrebbe esempio vivente di ispirazione benevola per gli altri, moltiplicando così l’effetto preservativo ecologico ambientale e aumentando il benessere, inducendoli ad agire analogamente.

Non è forse vero che in passato, molte grandi scoperte sono nate casualmente, e hanno portato un miglioramento sensibile nella vita di tutti?

Non è forse vero che la medicina naturale, intesa in senso più ampio, come disciplina alimentare, cosmetica, e di vita è la più grande risorsa che abbiamo a disposizione?

La tecnologia e la medicina scientifica ufficiale dovrebbero essere un nostro servitore, e non un padrone che impone le sue leggi indistintamente, dittatorialmente, trascurando gli effetti catastrofici delle mutazioni genetiche indotte dai vaccini sui virus e delle manipolazioni genetiche che producono i Mostri OGM alimentari. Se non comprendiamo questo rischiamo veramente di perdere la rotta e di rendere invivibile il nostro pianeta.

Il colostro ha dimostrato di essere in grado di ricostruire il sistema immunitario, distruggere virus, batteri, funghi, di velocizzare la cura dei tessuti del corpo, di aiutare nel recupero del peso perduto, di rallentare l’invecchiamento e di incrementare la massa muscolare e delle ossa.

Il colostro contiene diversi fattori di crescita che hanno la capacità di aumentare la produzione di linfociti T, equilibrare i livelli di glucosio nel sangue, diminuire quindi la necessità di insulina, permettere guarigioni più rapide, e riparare ossa e muscoli.

Quindi l’integrazione alimentare con colostro è utile per diverse malattie e problematiche, compreso il diabete, che ricordiamo spesso, si presenta solo dopo una lunga condizione prediabetica ripetuta, manifestata con una ipoglicemia indotta da un prolungato stress fisico, e quindi delle ghiandole surrenali.

Per avere maggiori informazioni sull'ipoglicemia e sulla condizione prediabetica ho pubblicato un post (quello precedente a questo) proprio su questo blog:

http://medicina-alternativa-naturale.blogspot.com/2009/07/ipoglicemia-consigli-per-prevenirla.html

Le immunoglobuline contenute nel colostro (A, D, E ,G, M) sono utili per neutralizzare tossine e microbi nel sistema linfatico e circolatorio (la IgG), distruggere batteri (IgM), ed hanno un notevole effetto antivirale (IgE, ID).

La lactofferina è una proteina antivirale, antibatterica, antinfiammatoria, contenuta nel colostro, che ha un effetto terapeutico nei confronti di HIV, cytomegalovirus, herpes, sindrome della fatica cronica, candida albicans, cancro e infezioni. Questa proteina rilascia ferro nei globuli rossi aumentando così l’ossigenazione dei tessuti, privandone i batteri che lo impiegano per la replicazione.

Il colostro contiene inoltre l’ormone PRP, che regola la ghiandola del timo, risultando quindi utile sia per stimolare il sistema immunitario sottotono, sia per diminuirne l’attività nelle malattie autoimmuni, caratterizzate da un’eccessiva reazione immunitaria, che si rivolta contro i tessuti del proprio organismo danneggiandoli (lupus, artrite reumatoide, allergie, sindrome della fatica cronica).

Le citochine trovate nel colostro (Interleuchina 1, 6, 10, Interferone G a Linfochine), sono le più ricercate per realizzare protocolli di cura del cancro, e la capacità anticancro di queste è dovuta alla morte selettiva apoptotica indotta nelle cellule maligne.

Questo, come molti altri integratori, oltre ad essere promettente, è già stato sperimentato con successo, non solo da medici ayurvedici da millenni, ma anche da naturopati e confermato da ricercatori; infatti esiste una grande mole (migliaia) di studi scientifici che ne hanno dimostrato l’efficacia.

Sebbene sia utile un ulteriore approfondimento degli studi sulle proprietà del colostro e delle sue componenti, sarebbe utile una diffusione di questi studi anche ai medici, di cui ho riportato le informazioni più utili, dopotutto madre natura sa bene come “allattarci”, che poi il colostro disponibile negli integratori sia bovino o caprino, poco importa, dopotutto anche noi siamo animali (una buona volta potremmo vederlo come un termine non offensivo).

Nei prossimi post saranno illustrati altri integratori alimentari naturali, e le relative applicazioni per cui si sono dimostrati utili, nel frattempo vi segnalo un altro mio blog più orientato sulla salute della donna, ma anche sulla cosmesi naturale, sull’impiego di prodotti naturali quali ad esempio detersivi e saponi (anche fai da te). In questo blog ci sono anche alcuni post che riguardano malattie generiche che possono riguardare anche l’uomo (Stress, Dermatite atopica, e Dieta dimagrante ad esempio), dopotutto, poi, non fa male conoscere i rimedi naturali per le problematiche femminili quali Sindrome Premestruale, Pigrizia del fegato indotta anche dai contraccettivi orali (peraltro capaci di aumentare l’incidenza di cancro se assunti regolarmente), Cistite, Candidosi, Sterilità, e Cellulite, problemi che possono riguardare il nostro partner, o nostre parenti o amiche.

Ecco l'indirizzo del blog:

http://salute-bellezza-naturale-donna.blogspot.com/


Buona lettura! :-D

Leggi tutto...

domenica 12 luglio 2009

Ipoglicemia: Consigli per prevenirla

Questa volta vi parlo della ipoglicemia, una condizione che dovrebbe essere prevenuta, in quanto il suo ripresentarsi frequentemente alla lunga può portare al diabete, e che comunque è uno dei tanti ostacoli alla condizione di salute globale. E’ dimostrato che il consumo di zuccheri semplici e di carboidrati raffinati come pasta e pane non integrale, e di zuccheri raffinati aggiunti ai cibi portino ad ipoglicemia, ovvero a bassi livelli di glucosio nel sangue, perché tali elementi sono assorbiti rapidamente dall’organismo e la risposta insulinica, cioè la produzione da parte del pancreas dell’insulina, per bilanciare l’elevato tasso glicemico così presente nel sangue, porta ad un risultato indesiderato, abbassando eccessivamente tale valore ematico, portando dunque alla ipoglicemia, nel cosiddetto effetto di rimbalzo glicemico.

Invece i carboidrati integrali come pane e prodotti a base di farine di cereali integrali danno luogo ad un assorbimento di zucchero più lento e quindi la risposta insulinica è più dolce e non si ha il rimbalzo glicemico, inoltre l’assorbimento degli zuccheri facenti parte di tali carboidrati è facilitato dai minerali e dalle vitamine presenti, mentre i carboidrati raffinati sono praticamente privi di tali nutrienti.

Sintomatologia

-Cefalea
-Depressione, ansietà, irritabilità e altri disturbi psicologici
-Visione a macchie
-Sudorazione eccessiva
-Confusione mentale
-Parlata incoerente
-Comportamento bizzoso
-Convulsioni

Ipoglicemia notturna e Insonnia correlata

L’ipoglicemia notturna è un’importante causa di insonnia, infatti essa induce le ghiandole surrenali a produrre ormoni regolatori del glucosio come adrenalina, glucagone, cortisolo e ormone della crescita, per alzare i livelli di glucosio ematici fondamentali per il corretto funzionamento energetico del cervello

Integrazione


Dal momento che nei soggetti depressi si riscontrano frequentemente bassi livelli di melatonina, è utile integrare 2 ore prima dell’orario previsto del sonno melatonina ad un dosaggio di 3 mg per migliorare l’ingresso nella fase del sonno, esistono forme commerciali reperibili in farmacia senza ricetta, che integrano vitamina B12 e triptofano. La vitamina B12 migliora il ciclo sonno/veglia, perché una sua carenza riduce i livelli di melatonina, mentre il triptofano aiuta l’addormentamento inducendo un aumento della produzione endogena, cioè ad opera del nostro organismo, di melatonina stessa. Merita assumere tale preparato 2 ore prima dell’ora prevista del sonno perché subito prima di addormentarsi il nostro organismo si predispone a tale fase aumentandone i livelli prodotti.


Alimentazione

È molto utile consumare fruttosio, perché è stato visto che riduce le calorie e i grassi consumati, e consumare frutta, in particolar modo per gli obesi. Come già descritto sopra sono da consigliare carboidrati complessi non raffinati mediante pane integrale e prodotti a base di farine integrali come crostate, e merendine con marmellata, e da evitare carboidrati raffinati, come la pasta e il pane bianco, abitualmente reperibili nei negozi alimentari.

E’ consigliabile assumere fibre come legumi, da assumere con regolarità, farina di avena, noci, semi di lino, semi di psillio, piselli, mele, gomma di guar, pectina e mucillagini, in quanto:

-Rallentano la digestione e l’assorbimento dei carboidrati
-Aumentano la sensibilità all’insulina prevenendo così il rimbalzo glicemico
-Migliorano la captazione del glucosio da parte del fegato e di altri tessuti, prevenendo quindi il rimbalzo glicemico

Cromo

Questo minerale è essenziale per il controllo della glicemia, una sua carenza provoca un aumentato rischio di ipoglicemia reattiva, diabete ed obesità. Gli zuccheri raffinati inducono una perdita di cromo con le urine. I cibi trattati contengono basse quantità di cromo, questo ci fa comprendere quanto sia importante utilizzare alimenti biologici che presentano dosi significativamente maggiori di vitamine e minerali rispetto a quelli da agricoltura tradizionale, oltre ad essere più naturali in quanto non sono stati contaminati da pesticidi ed erbicidi nocivi.

Fonti alimentari contenenti cromo

-Lievito di birra
-Grano non decorticato
-Germe di grano
-Patata biologica
-Uovo intero
-Fegato
-Segale
-Formaggio
-Mais non decorticato
-Cipolle mature
-Datteri
-Orzo intero
-Avena intera

Fattori ormonali

L’ipoglicemia può essere legata ad una disfunzione surrenalica, correlata a sua volta alla depressione e quindi allo stress relativo. Per valutare la reazione allo stress di un paziente si può misurare l’indice di stress surrenalico, rilevando i livelli di cortisolo e di DHEA (diidroepiandrosterone) nella saliva. La depressione può anche essere un elemento associato a disturbi affettivi per i quali lo stato stesso di depressione può essere un metodo, anche inconsapevole, di tenere il controllo su persone o medici stessi, con un comportamento di richiesta di attenzione. Questa è una conferma della validità della PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia), teoria e ramo di medicina che studia le interconnessioni tra i sistemi endocrino, neurologico, psicologico ed immunitario.

Leggi tutto...

domenica 17 maggio 2009

Ribes Nero: un rimedio contro l'allergia primaverile

Nel periodo primaverile molte persone presentano sintomi riconducibili alle allergie da polline, quali rinite, dermatite, prurito al palato e agli occhi.

Da anni è impiegata con successo la tintura madre idroalcolica (TM) ottenuta dalla macerazione di gemme fresche di ribes nigrum (ribes nero), da diluire in poca acqua, e da assumere lotano dai pasti. Anche alcuni medici tradizionali impiegano il ribes nero per curare le allergie con successo, ma anche comeantinfiammatorio agendo come cortison-like, cioè con azione analoga al cortisone, come si può facilmente verificare dalle numerose testimonianze di questo rimedio fitoterapico.

Un problema che può presentarsi con una terapia standard di farmaci antistaminici è l’assuefazione , e in questi casi talvolta né l’aumento del dosaggio, nè il passaggio a tipologie ad azione più forte danno luogo a miglioramenti apprezzabili durevoli nel tempo, gli effetti collaterali di stanchezza e sonnolenza tendono invece ad aumentare, il fegato si appesantisce maggiormente nella fase di detossificazione, ed ha quindi sempre meno vigore per svolgere le altre funzioni, tendendo a divenire pigro e facilitando la formazione di renella, il precursore dei calcoli biliari. Gli antistaminici di nuova generazione hanno in parte risolto questi problemi, perchè pur non inducendo stanchezza e sonnolenza sono comunque soggetti a dare assuefazione.

E’ importante ricordare come il ribes nero essendo un rimedio fitoterapico naturale, ha un’azione più lenta dei farmaci, per cui occorre iniziare la terapia antistaminica un mese prima del periodo in cui generalmente si presenta l’allergia, ed essere assolutamente costanti nell’assunzione. Fattori come il caldo e la bassa umidità enfatizzano la reazione allergica, quindi in tali casi sarebbe opportuno aumentare il dosaggio della tintura madre, sotto consiglio di un erborista, di un naturopata, o di un medico, via via che si avvicina l’estate o che il clima tende a tale situazione.

Questo rimedio naturale è efficace contro tutti i tipi di allergie, anche quelle asmatiche, e soprattutto non da assuefazione, a differenza dei farmaci.

E’ consigliato inoltre evitare cibi come cioccolata, formaggi, birra e vino, specialmente rosso, perché contengono ISTAMINA, specialmente per quei soggetti che sono sensibili all’istamina della dieta, che risultino da controlli effettuati, avere bassi livelli dell’enzima DIAMINOOSSIDASI, fatto che si manifesta generalmente con un sintomo di EMICRANIA. Come alimentazione è sconsigliato anche il pollo che contiene lectine, sostanze che tendono a innescare le globuline E, causando fuoriuscita dell’istamina. Per combattere le allergie è utilizzato con successo anche il succo di Noni (morinda citrifolia), le cui proprietà antistaminiche sono state dimostrate da studi del dottor Solomon.

Il fenomeno delle allergie è causato anche dall’inquinamento, e sta crescendo sempre più sia tra i bambini che tra gli adulti, per questo è importante conoscere l’efficacia dei rimedi naturali antistaminici, che svolgono anche altri importanti ruoli preventivi e/o curativi dei fenomeni infiammatori, e di sostegno del sistema immunitario, grazie anche all’alto contenuto di vitamina C, e che permettono, evitando l’impiego dei farmaci, un sovraccarico per il fegato, e la comparsa di spiacevoli effetti collaterali, a meno di.....allergie personali, nei confronti del rimedio stesso, a differenza dei farmaci che invece potenzialmente possono sempre dare luogo ad essi, come si evince dal foglietto illustrativo di qualsiasi farmaco, che ne riporta sempre alcuni, per non parlare degli effetti dannosi che i farmaci dimostrano di poter dare, come verificato sui pazienti che li hanno assunti, a distanza di anni dalla produzione, e non riportati su tale foglietto, perchè non riscontrati negli studi effettuati fino quel momento, come è successo per alcuni farmaci in passato.

D’altronde gli effetti sulla salute umana globale, di una sostanza chimica di sintesi, è sempre difficile da preventivare, relativamente a tutta la complessa rete di processi biologici di cui il corpo umano è costituito, ognuno dei quali concorre allo stato di salute globale, e anche gli studi più accurati non potranno mai essere attendibili proprio per questo motivo, in questo senso, mentre i rimedi naturali che sono impiegati con successo da molti decenni anche nelle tradizioni popolari, sebbene dovrebbero essere controllati da studi scientifici per meglio comprenderne i meccanismi di azione e gli eventuali effetti collaterali, per definizione stessa di rimedio naturale, sono meglio tollerati dal nostro organismo, se assunti con un dosaggio che un erborista, un naturopata, o un medico ritiene opportuno, e che la loro esperienza decennale ha confermato essere innocua oltre che efficace.

Ricordiamo infatti che la naturopatia è una disciplina che in paesi come Germania, Francia, Canada ed Australia è impiegata da decenni con successo, e che in Germania è richiesta con un altissima percentuale dai pazienti, e rimborsata parzialmente dal sistema sanitario nazionale. Mi auguro che anche qui in Italia, visto l’aumento della richiesta di rimedi naturali, segno evidente che ha dimostrato efficacia, venga presto riconosciuto un rimborso dal nostro S.S.N. alle medicine olistiche come la fitoterapia, che considerano non solo i sintomi di una malattia ma anche le cause.

Leggi tutto...

sabato 7 febbraio 2009

Rimedi naturali durante Chemioterapia - Radioterapia

Vorrei qui indicare alcuni rimedi per contrastare i fastidiosi sintomi avvertiti durante le terapie chemioterapiche, quali nausea, vomito, infiammazione del cavo orale, sanguinamento delle gengive, ferite nella lingua, abbassamento immunitario con conseguente sovraesposizione ai virus influenzali.

Alcuni oncologi consigliano di effettuare sciaqui con acqua tiepida e bicarbonato di sodio per sfiammare le gengive e dare sollievo, inoltre si possono fare sciaqui con acqua e tintura madre di piantaggine. Un altro modo per dare sollievo alla bocca, almeno per la stagione calda, è quello di succhiare dei ghiaccioli, meglio se agli agrumi, infatti in questo modo si rinfrescano le mucose e si attenua un po' la nausea, inoltre si può tenere una borsa del ghiaccio dietro la nuca, dove si intorpidisce così il centro della nausea del nostro organismo ;-D

Spesso viene trascurato che il paziente oncologico non solo è debilitato fisicamente e psicologicamente dalle estenuanti cure, ma trova difficile anche masticare qualcosa, visto il frequente stato infiammatorio della bocca e delle gengive che rendono doloroso anche una semplice chiusura delle mandibole che normalmente accompagna la masticazione.

Le ferite nella lingua e nelle gengive sono facilmente e velocemente curabili con degli spray alla propoli che si trovano in erboristeria e nei negozi biologici, questo posso testimoniarlo, avendo purtroppo avuto modo di vederlo su una persona a me vicina e lo consiglio vivamente.

Questo è solo un primo passo per aiutare il paziente oncologico durante le cure, per quanto concerne invece la nausea si può usare per una nausea lieve, delle gocce di olio essenziale di zenzero da spargere in un fazzoletto di stoffa ed annusare, diversi studi hanno dimostrato l’efficacia dell’agopuntura nel combattere l’astenia (stanchezza), in particolare nello studio è stato dimostrato che otto sedute di agopuntura con una cadenza di una o due volte la settimana porti ad un miglioramento dell’astenia del 30% nel 95% dei partecipanti, e tale percentuale di miglioramento dello stato di stanchezza profonda, sale al 40% per i pazienti sotto i 65 anni. Un altro modo di combattere la nausea è la cura Pantellini che impiega bicarbonato di potassio e vitamina C.

Ovviamente durante le cure chemioterapiche la nausea è uno dei sintomi più forti e frequenti, e i farmaci restano la prima via, comunque le alternative qui descritte possono essere provate per chi ne abbia voglia e coraggio.



Radioterapia

Per quanto riguarda la radioterapia in genere i problemi sono legati ad un abbassamento delle difese immunitarie, e ad un arrossamento della zona interessata.

A tale scopo, va detto che generalmente sono prescritti farmaci per combattere la leucopenia (abbassamento ematico dei globuli bianchi), i rimedi naturali possibili per ottenere un innalzamento dei globuli bianchi sono rappresentati dall’assunzione di integratori alimentari contenenti vitamina C, E, caroteni, selenio e zinco, ed estratti ghiandolari animali di timo. Questi possono essere impiegati anche per ottenere gli stessi effetti relativamente ad una cura chemioterapica.

Uno studio ha dimostrato l’utilità dell’olio di fegato di pescecane della Groenlandia combinato a radioterapia per combattere il cancro alla cervice.

Ginkgo biloba e alghe marine

La pianta del ginkgo biloba è il simbolo della rinascita di Hiroshima dopo il bombardamento nucleare e serve principalmente per curare le problematiche di cervello e circolazione sanguigna, inoltre favorisce la rigenerazione mielinica della guaina dei nervi, e protegge dall’invecchiamento in quanto è antiossidante contro i radicali provocati dalla morte cellulare.

Qui viene citato per il suo storico impiego in giappone per disintossicare l’organismo dalle radiazioni, a tale scopo viene soventemente integrato con le alghe marine.

N.B.: EVITARE DI ASSUMERLO se si stanno assumendo contemporaneamente antiaggreganti o anticoagulanti come ad esempio l’ASPIRINA per il rischio di aggregazione piastrinica.



Sostegno immunitario

Per dare sostegno immunitario durante queste cure particolarmente debilitanti si possono assumere echinacea come tintura madre, perché aumenta la produzione di LINFOCITI T, la fagocitosi dei MACROFAGI, il LEGAME ANTICORPALE, l’attività delle cellule NATURAL KILLER, ed il livello di NEUTROFILI circolanti (un particolare tipo di globuli bianchi molto importante), ed ha inoltre un’azione antivirale andando ad inibire un enzima impiegato dai batteri per attecchire nelle mucose umane.

Astragalo

Questo rimedio rende reversibili le anomalie dei LINFOCITI T causate dal chemioterapico CICLOFOSFAMIDE, e indotte da RADIAZIONI ed INVECCHIAMENTO, quindi sarebbe utile associare un estratto di astragalo alla chemioterapia che prevede questo farmaco come ad esempio il PROTOCOLLO CHOP per curare i LINFOMI NON HODGKIN in modo da ridurre i danni indotti sul nostro sistema immunitario.


Antiossidanti

Durante la chemioterapia e la radioterapia il nostro organismo è sottoposto ad un forte stress ossidativo indotto dai farmaci introdotti e dalle radiazioni ricevute, per questo è importante assuemre papaya fermentata e succhi di frutta ed erbe.

Papaya Fermentata

Questo rimedio tropicale derivato dalla fermentazione del frutto della papaia è utile a combattere i radicali liberi, e quindi è un valido aiuto per contrastare l’invecchiamento, e ottimo come preventivo per malattie degenerative come cancro, ma anche morbo di Alzheimer e Parkinson, inoltre ha dimostrato di essere un valido sostegno alle terapie standard di chemioterapia e radioterapia durante i trattamenti anticancerogeni nei casi di tumore già contratto, perché in uno studio giapponese è stato visto che contrasta la perdita di peso e l’alta quantità di radicali liberi liberati dalle terapie stesse.

Da studi eseguiti dal Professor Marotta si è visto che un’assunzione per 6 mesi consecutivi di papaya fermentata, riducendo lo stress ossidativo (eccessiva produzione di radicali liberi non controbilanciata dal nostro sistema antiossidante), ha dimostrato un grande potenziale nel diminuire il rischio che malattie come epatite C e gastrite cronica si trasformino in tumori. Rispetto alla papaia non fermentata presenta meno proprietà antiossidanti esogene, relative a vitamine e minerali, e amminoacidi ma una notevole proprietà antiossidante endogena relativa cioè ad un’attivazione indotta di enzimi antiossidanti presenti nel nostro organismo quali SOD (superossidodismutasi) e glutatione perossidasi e proprietà immunitarie come l’attivazione delle cellule NK (natural killer), dei macrofagi e del NO (ossido di azoto) che producono per ovviare agli ospiti indesiderati, proprietà assenti nella papaia semplice. Le cellule NK sono in grado di attaccare direttamente le masse tumorali, e quindi essendo stimolate dalla papaia fermentata essa può avere un effetto antitumorale diretto, come tradizione popolare, nel Ghana, in Indocina e in Nigeria è impiegato contro il tumore dell’utero, inoltre è utile dopo i 35 anni di vita, età a partire dalla quale diminuisce la produzione da parte del pancreas dell’enzima proteasi, utile a scomporre correttamente le proteine per digerirle.

Contro la diarrea

Un altro problema ricorrente durante le terapie oncologiche è la diarrea, questa può essere combattuta efficacemente con dei probiotici naturali, questi sono utili anche senza avere il fastidioso sintomo intestinale per aiutare l’intestino, che ricordiamo ancora una volta gioca un ruolo chiave nella salute del nostro organismo, e che si trova durante le cure oncologiche a dover smaltire un notevole carico di tossine, a causa dei farmaci altamente aggressivi, utili ad uccidere le cellule cancerose, e che inevitabilmente verranno in parte riassorbite dalle pareti intestinali dalla permeabilità alterata e diminuita. Integrando i probiotici si andranno a risanare tali pareti e quindi il relativo sistema immunitario e anche il fegato, che in primis risentirebbe del riassorbimento delle tossine dall’intestino ne trarrà un sicuro giovamento. Volendo risanare anche il fegato si possono assumere dopo aver terminato l’integrazione con i probiotici, delle tisane o degli sciroppi a base ri carciofo, tarassaco, cardo mariano, curcuma, boldo e fumaria, comunque ripeto farsi consigliare sempre da un naturopata qualificato, o da un erborista, che sicuramente conosco bene i dosaggi e gli eventuali casi in cui sono da sconsigliare tali rimedi (ad esempio alcune erbe che stimolano la contrazione della cistifellea potrebbero essere controindicate per i pazienti che hanno dei calcoli al fegato)


Spero che questo possa aiutare chi deve essere sottoposto a cure chemioterapiche nel sostegno del proprio organismo e nella scelta di un’alimentazione più adeguata e di un’integrazione naturale volta a ripristinare lo stato di salute generale.

Per la scelta dei rimedi naturali si consiglia di rivolgersi ad un medico naturopata qualificato, che di fatto conosce bene le sostanze da me citati nonché l’efficacia degli studi che potete verificare da soli nei testi riportati in bibliografia.


Bibliografia


Gianfranco Valsé Pantellini – Il cofattore K+, Cinquant’anni di ricerca e terapia contro i tumori – Società Editrice Andromeda

Francesco Bottaccioli – Psiconeuroendocrinoimmunologia – Red Edizioni

Michael T Murray, Joseph E. Pizzorno – “Trattato di Medicina Naturale” - Volume 1 e 2 – Red Edizioni

M. Enrico, P. Mantello, L.Montagnier – Papaia, un’alleata per la salute – Sperling & Kupfer editori

Jean Valnet -- “Fitoterapia – Guarire con le piante” (Giunti Editore)



Leggi tutto...

venerdì 2 gennaio 2009

Medicina ayurvedica: la classificazione dei tessuti e delle caratteristiche costitutive umane

La figura dell’ayurveda (letteralmente “scienza della vita”) risale, come parte integrante della cultura indiana, al periodo vedico del 5000 a.c.

L’approccio ayurvedico mira al benessere psicofisico dell’uomo considerando la sua interconnessione con il mondo, con l’ambiente dove vive e propone un ampio panorama di preparati erboristici composti da un cocktail di piante volto a valorizzarne la sinergia e a contrastare al tempo stesso glieffetti indesiderati di una pianta con l’impiego delle altre componenti.

I tre dosa, e i cinque elementi

Il paziente è considerato e quindi trattato in base alle tre caratteristiche predominanti della costituzione umana dette dosa: vata, relativo all’elemento Aria, pitta derivante dal Fuoco e da un particolare aspetto dell’Acqua, e kapha, originato da Acqua e Terra.

I dosa caratteristici di ogni individuo si riconoscono in base ai loro attributi: vata è asciutto, freddo, leggero, mutevole, questo è il dosa più forte, perché rappresenta la forza vitale, il movimento; pitta è caldo, acuto, maleodorante, e presiede a tutte le reazioni chimiche e la temperatura; kapha è freddo, umido, pesante, statico e lento; questo dosa governa la materia ed il peso.

Il paziente è quindi trattato in base ai dosa predominanti e ai cinque elementi (aria, acqua, fuoco, terra ed etere (spazio)) che formano i dosa, per comprendere l’attività fisiologica relativa correlata ad ogni dosa sono associati dei particolari sintomi alle condizioni di aggravamento o diminuzione del dosa stesso.

Vata quando è equilibrato regola la funzionalità dei sensi e dona l’energia per movimento e razionalità, quando è nello stato aggravato provoca secchezza, insonnia e stanchezza.

Pitta nello stato di equilibrio governa la digestione, la fame, la sete, la determinazione ed il coraggio, quando è alterato provoca la colorazione gialla di occhi, pelle, ed urina, e può portare ad insonnia, fame, sete e sensazioni di bruciore.

Kapha se è in equilibrio determina stabilità di sentimenti puri come pace, amore e perdono, e dei fluidi corporei, quando è aggravato provoca mal digestione, accumulo di muco, pallore, sensazione di freddo ed eccessivo bisogno di dormire.

Come riconoscere un tipo Vata

Fisico sottosviluppato: torace piatto e vene in muscoli ben visibili, ossa sporgenti
Capelli ricci e radi, ciglia sottili, occhi piccoli, naso all’insù o gobbo
Carnagione di colore tendente al bruno
Scarsa produzione di urine e sudore
Sonno leggero
Soffrono di freddo a mani e piedi
Creativi, attivi, svegli e irrequieti
Parlata veloce
Facilmente stancabili
Preferite bevande calde
Pelle rugosa
Rapida comprensione, ma scarsa memoria, alta distrazione
Flessibili al cambiamento
Nevrotici, ansiosi
Qualità da sviluppare: tenacia, fiducia, coraggio

Come riconoscere un tipo Pitta

Altezza media, peso moderato, fisico mediamente sviluppato a livello scheletrico e muscolare
Pelle coperta di molti nei
Carnagione di colore tendente al chiara, giallastra o color rame (ricordiamoci che la medicina ayurvedica è indiana! ;-D)
Capelli sottili, rossi o marroni
Occhi verdi, marroni o grigi
Scarsa vista
Naso a punta, generalmente rossa
Metabolismo attivo, buona digestione ed appetito
Sonno profondo ma breve
Caldo e luce del sole mal tollerata
Molto sudore escreto
Preferite bevande fredde
Pelle morbida e calda, mani e piedi caldi
Buona capacità intellettiva, acuti
Emotivamente tendono ad essere irati, gelosi e portati anche all’odio talvolta
Ambiziosi e capaci di essere dei leader
Capacità da sviluppare: umiltà ed altruismo


Come riconoscere un tipo Kapha

Corpo ben sviluppato, tendenti al sovrappeso
Torace ampio, pelle spessa e quindi nervi e vene nascoste
Muscolatura sviluppata
Carnagione chiara o pallida
Pelle morbida, fredda
Capelli grossi, scuri e ondulati
Occhi scuri neri o azzurri
Appetito moderato ma digestione lenta
Sudore moderato
Sonno prolungato e profondo, talvolta eccessivo
Energici, in ottima forma, resistenti
Psicologicamente inclini a tolleranza, calma, perdono ed affetto
Difetti: avidi, invidiosi e possessivi
Comprensione lenta, ma buona memoria
Capacità da sviluppare: generosità e lungimiranza

Dobbiamo dire anche che generalmente ogni uomo è un a combinazione di due dosha, anche ossevando le caratteristiche ci possiamo rendere facilmente conto che non tutti i pazienti corrispondono alla esatta descrizione di tutte le caratteristiche tipiche di un solo dosha.


I dhatu della pianta

Il medico ayurveda sceglierà le piante non solo in base alla sintomatologia ma anche in base ai tessuti del corpo (dhatu = ciò che costituisce il corpo) su cui la pianta deve agire. Inoltre secondo l’approccio ayurvedico esiste una corrispondenza tra le parti della piante impiegate e i tessuti umani su cui verrà fatta agire ovvero la pianta è costituita da 7 dhatu:

1) succo che corrisponde al plasma della pianta
2) resina che è il sangue della pianta
3) legno dolce che ne rappresenta la muscolatura
4) gomma che è il suo grasso
5) corteccia rappresentante la ossalutura
6) foglie che è il midollo della pianta
7) fiori e frutti ne rappresentano invece il tessuto riproduttivo

Corrispondenza tra dhatu delle piante e dhatu del corpo umano

I dhatu della pianta agiscono sui corrispondenti dhatu del corpo umano:

1) il succo va ad agire sul plasma umano
2) la resina sul sangue
3) legno dolce agisce sui muscoli
4) la gomma sul grasso
5) la corteccia sulle ossa
6) le foglie sul sistema nervoso
7) fiori e frutti sull’apparato riproduttivo

Le piante possiedono come l’uomo l’ojas ovvero l’energia e l’amore, per questo sono previsti particolari metodi di preparazione delle piante che favoriscono la trasmissione di ojas, tra questi metodi esistono i mantra (sillabe recitate con un importante significato che risiede nel suono, caratteristici della tradizione culturale buddhista tibetana ed induista) e la meditazione, allo scopo di comprendere la composizione articolata delle piante e di sintonizzare i nostri tessuti con il grande potenziale guaritore della natura.

I cinque vayu

Nel prescrivere un trattamento l’ayurveda considererò anche il bilanciamento energetico del paziente, considerando i cinque vayu (forza motrice) in cui si scompone il prana (forza vitale, l’analogo del chi nella medicina cinese) :

1) Prana ha sede nel cervello, si muove secondo la gravità (verso il basso), regola deglutizione e inspirazione, associato all’intelligenza e ai sistemi respiratorio e nervoso

2) Udhana che risiede nella gola, comanda il linguaggio, la volontà, la memoria e la espirazione

3) Vyana ha sede nel cuore, la sua azione è relativa a tutto il corpo, il sistema circolatorio, i muscoli e il movimento delle articolazioni

4) Apana che risiede nella parte bassa dell’addome, e agisce l’escrezione di feci, urina, e la fuoriuscita del seme, del flusso mestruale e del feto

5) Samana che risiede nell’intestino tenue e governa l’apparato digerente


6) Apana che risiede nella parte bassa dell’addome, e agisce l’escrezione di feci, urina, e la fuoriuscita del seme, del flusso mestruale e del feto

Ogni vayu ha una sua differente funzionalità nel dare energia al sistema nervoso.

I sistemi vasali del corpo umano (srota)

Inoltre il corpo umano è visto come composto da 10 sistemi vasali (srota) che governano il metabolismo dei vari tessuti (assimilazione ed eliminazione). La malattia viene vista quindi come un’irregolarità del flusso nei vasi, quali un eccesso o una scarsità di flusso, o un flusso con una direzione errata, nel vaso sbagliato o proprio un blocco di flusso.

Questa classificazione “vasale” ayurvedica è una via di mezzo tra la classificazione anatomica occidentale e quella dei meridiani della medicina cinese:

I primi tre srota regolano l’ingresso delle sostanze nel corpo

1) Pranavaha srota: sono i vasi che trasportano il respiro (prana), per analogia questi corrispondono al sistema respiratorio


2) Annavaha srota: sono i vasi che provvedono al trasporto di cibo e in pratica corrispondono al sistema digerente


3) Ambuvaha srota: questi vasi trasportano l’acqua ed i liquidi e provvedono alla regolazione del metabolismo idrico; sono un’altra caratteristica del sistema digerente

Gli altri sette srota invece vanno ad alimentare i sette tessuti corporei (dhatu):

4) Rasavaha srota: questi vasi trasportano plasma e liquidi interstiziali tissutali, sono correlati quindi ad alcuni aspetti del sistema circolatorio e al sistema linfatico


5) Raktavaha srota: vasi che trasportano il sangue, l’emoglobina in particolare, anche questi vasi appartengono al sistema circolatorio


6) Mamsavaha srota: questi vasi vanno ad alimentare i muscoli


7) Medovaha srota: questi vasi alimentano il tessuto adiposo e regolano il metabolismo dei grassi


8) Ashtivaha srota: questi vasi alimetano il sistema scheletrico


9) Majjivaha srota: questi vasi alimentano il sistema nervoso


10) Shukravaha srota: questi vasi alimentano il seme e l’apparato riproduttivo maschile

Esistono poi altri 3 sistemi vasali che servono all’escrezione dei prodotti di rifiuto del corpo umano

11) Purisavaha srota: trasportano le feci, coincidono con il sistema escretorio


12) Mutravaha srota: trasportano le urine, e quindi sono relativi al sistema urinario


13) Svedavaha srota: sono i vasi escretori del sudore ovvero il sistema sebaceo


La donna presenta poi altri due sistemi vasali:


14) Artavavaha srota: sono i vasi in cui scorre il flusso mestruale, coincidono quindi con il sistema riproduttivo femminile


15) Stanyavaha srota: questi vasi alimentano la lattazione, e rappresentano un altro aspetto dei sistema ormonale femminile

Infine esiste un particolare srota collegato al sistema nervoso e riproduttivo:

16) Manovaha srota: questi vasi alimentano la mente e provvedono anche al trasporto dell’energia mentale

La pianta sarà scelta in base al tessuto su cui deve agire, ma nella trattazione del paziente sarà considerato anche l’eventuale blocco energetico esistente in uno o più srota.

L’ayurveda inoltre considera di vitale importanza l’agni ovvero l’insieme di enzimi che servono a regolare le funzioni biochimiche dell’organismo. Esiste un particolare agni associato ad ogni tessuto (dhatu), la salute esiste finchè i vari agni, ovvero i vari “focolai energetici” che sottostanno alla vita, funziona bene, e la malattia è la conseguenza di un loro malfunzionamento con conseguente accumulo di tossine e cibo mal digerito (ama). Qui il concetto di mal digestione va visto in un ambito più esteso di quello che siamo abituati a considerare, come solamente collegato a sintomi avvertiti, quali mal di pancia o fermentazione intestinale.

Un’importanza particolare viene data anche al sapore delle piante, ad esempio quelle contraddistinte dal sapore amare sono riconosciute come disintossicanti.

Spero con questo post di avervi fornito una spiegazione un po’ più accurata di quella che avevate sentito dire a proposito di medicina ayurvedica! ;-D

A presto!

Leggi tutto...

venerdì 26 dicembre 2008

Il potere curativo dell'argilla

L’argilla è un silicato idrato di alluminio, utilizzato in diverse parti del mondo, come Cina, Nuova Guinea, America Latina, Africa e Giappone. Ne esistono diverse tipologie, ognuna indicata per particolari applicazioni. Adesso viene data una panoramica generale sui diversi tipi di argilla e sono indicate le applicazioni.



Argilla ventilata

E’ utilizzata come bevanda a scopi terapeutici, per fare dentifrici, saponi e per rinforzare i capelli, è utile anche per agevolare la disincrostazione intestinale di ammassi di glutine accumulatisi nel corso degli anni. Può essere impiegata anche per fare maschere di bellezza per il viso mescolandone in parti uguali con succo d'uva (rimedio suggerito da Jean Valnet, medico francese considerato uno dei padri della medicina fitoterapica).

Argilla verde

E’ la più utilizzata a scopi curativi, ad uso interno ed esterno, per saponi, dentifrici e per rinforzare i capelli. Può causare in rari casi debolezza e astenia.

Argilla bianca

Trova impiego nei trattamenti estetici e per maschere, a scopo terapeutico è utilizzata solamente quando non sia tollerata quella verde.

Argilla grossa

Utilizzata per impacchi e cataplasmi di grandi proporzioni oppure per bagni o pediluvi.

Argilla fine

Impiegata per impacchi, bendaggi, nella cosmesi e per irrigazioni vaginali.

Proprietà dell’argilla

Cicatrizzante: depura piaghe, ferite ed ulcere assorbendone impurità, stimola la cicatrizzazione favorendo la coagulazione e la rigenerazione dei tessuti.

Catalitica: facilita le reazioni chimiche, migliorando l’assorbimento dei minerali contenuti nei cibi e l’espulsione di tossine e radicali liberi.

Battericida e antisettica: favorisce l’eliminazione dei parassiti intestinali e a riequilibrare la flora batterica alterata da enteriti, coliti e colibacillosi.

Demineralizzante: la sua ricchezza di minerali fondamentali per la salute riesce a ridonare il giusto apporto di queste sostanze al nostro organismo, un buon apporto di minerali può essere ottenuto anche mediante un’alimentazione ricca di verdure, sopratttutto crude e meglio se biologiche, in modo da non avere sostanze di sintesi residue.

Assorbente: è in grado di assorbire acqua, gas e cattivi odori, e quindi può essere utilizzata per combattere l’alito cattivo derivante da problemi di intestino relativi ad eccessiva generazione di gas, come disbiosi e fermentazione, o per togliere cattivi odori da frigoriferi e spazi ristretti. Inoltre è utilizzata per riassorbire edemi esterni, come ad esempio nel caso della borsite relativa al gomito.

Leggi tutto...

domenica 14 dicembre 2008

Inquinamento, Filtri ad osmosi inversa per acqua

Oltre a bere una quantità di acqua pari allo 0,03 moltiplicato per il nostro peso corporeo, poiché essa viene usata per moltissime reazioni e funzioni del nostro organismo, essa deve essere pura cioè senza sostanze inquinanti, esistono innanzitutto due legislazioni differenti sulle quantità di elementi nocivi ammesse per acque minerali in bottiglia e quelle distribuite dagli acquedotti, quest’ultime hanno controlli più severi e limiti più bassi, quindi è consigliabile utilizzare acqua dell’acquedotto per bere e cucinare. I problemi legati a ferrobatteri relativi a vecchie tubature e non riscontrabili nei controlli effettuati a valle dell’acquedotto ma a monte rispetto al nostro rubinetto, e i probabili aggiustaggi dei valori certificati rispetto a quelli effettivamente presenti, deve farci ancora di più luce sul fatto che un filtro ad osmosi inversa sia la migliore soluzione per utilizzare l’acqua dell’acquedotto e bloccare così in media il 95% delle sostanze inquinanti più pericolose come piombo, mercurio (peraltro non riportate MAI sulle etichette per le acque minerali in bottiglia), cloro, ammoniaca. I valori ideali sono: ph 7 (neutro) [valori guida maggiore di 6,5 inferiore a 8,5] residuo fisso inferiore a 50 (meglio se 30) come si può facilmente vedere le acque minerali comprate più comuni non lo rispettano, Conducibilità 400 siemens/cm quadrato assenza di tracce di cloro, durezza totale con valore limite 15—50. Dovremmo bere molto lontano dai pasti appena svegli, almeno 2 litri al giorno la regola è
0,03 per peso corporeo = litri di acqua da bere al giorno

E' molto importante perchè così espelliamo le tossine attraverso pelle e reni dal corpo, gli altri veicoli per espellerle sono polmoni ed intestino. Per disintossicare i polmoni l’unico mezzo è praticare sport, sarebbe ottimo praticare esercizi da alzati in piedi con le braccia distese ai lati inspirando continuamente portando contemporaneamente le braccia sopra la testa e poi espirando buttando le braccia giù, lasciandole cadere e oscillare, tale respiro è chiamato DIVINE HEALING e consente di sfruttare anche la parte superiore dei polmoni, quella nella parte alta, che di norma non viene utilizzata. Lo sport in generale ha un vero scopo di disintossicazione generale se viene praticato per almeno 30 minuti con un battito cardiaco che sia l’80% del numero 220 - età, solo in questo modo si può riuscire a smaltire grasso e a dare veramente un aiuto a tutte le cellule del corpo di depurazione e al tempo stesso migliorare la propria circolazione sanguigna e linfatica.

FILTRI A CARBONE ATTIVO

Questa tipologia di filtro per l’acqua consente di eliminare i cattivi odori e alcuni microrganismi.

FILTRI AD OSMOSI INVERSA

Questi come già detto sono i migliori filtri per l’acqua, essendo in grado di trattenere molti elementi indesiderati (mediante reiezione osmotica della membrana impiegata, indicata in percentuale), sono indicati anche i valori guida e limite per alcuni di queste sostanze:

Sostanze nocive filtrate mediante osmosi inversa:
tra parentesi la reiezione osmotica)
-Piombo (98%)
-Mercurio (97%)
-Arsenico (96%)
-Ammoniaca (97%)
-Solventi (97%)
-Cianuro (93%)
-Particelle radioattive (98%)
-Nitrati (95%)
-Rame (99%)


E’ importante notare come l’alta percentuale di filtraggio di tali sostanze inquinanti permetta di stare tranquilli, bevendo l’acqua filtrata per osmosi inversa, dal momento che se anche le acque dell’acquedotto, con valori limite più severi rispetto alle acque minerali vendute, avessero valori alti di alcuni di questi elementi, considerando ad esempio un filtraggio che fosse del 95 % dei nitrati presenti nell’acqua, potrebbero essere presenti nell’acqua anche 500 mg/l di nitrati, che rappresenta un valore 10 volte superiore al valore limite, e nonostante questo non dare probllemi filtrandone 475 mg e lasciando nell’acqua solamente 25 mg, che sono la metà del valore limite da non superare. Ovviamente questi filtri richiedono un controllo periodico ed una sostituzione, a lungo andare comunque il prezzo viene ammortizzato e conviene anche economicamente in confronto al prezzo delle acque minerali in bottiglia.

ACQUA PER CUCINARE

E’ importante inoltre notare che nonostante la bollitura, l’acqua contiene ancora gli inquinanti chimici, quindi è importante anche cucinare con acqua filtrata.

ACQUA POTABILE

Che un’acqua sia dichiarata potabile non significa che sia totalmente sicura per la salute, ad esempio quando l’acqua è troppo dura, ovvero contiene una percentuale alta di carbonato di calcio e di magnesio, può provocare calcoli renali, inoltre a volte vengono utilizzati scambiatori ionici che addolciscono l’acqua, cioè ne abbassano la quantità di calcio e magnesio, effettuando uno scambio col sodio, ma possono alzare la quantità di sodio presente nell’acqua e dare luogo ad altri problemi di salute.

CALCOLI RENALI E ARTERIOSCLEROSI

E’ risaputo che le zone con acque più dure abbiano la maggiore incidenza di calcoli renali, e la presenza eccessiva di carbonato di calcio nelle acque, ovvero di calcare, renda le arterie rigide divenendo causa o concausa di arteriosclerosi.

NAS E CONTROLLI DELLE ACQUE MINERALI

Le Procure della Repubblica di Bari e Torino hanno ordinato in passato ai NAS, Nuclei Anti Sofisticazioni dei Carabinieri, di effettuare analisi delle acque minerali vendute in Italia, la scoperta è allarmante in quanto è stato scoperto che i sistemi di analisi che alcuni laboratori impiegano per valutare la qualità delle acque, hanno tarature apposite per non rilevare la presenza di sostanze chimiche nocive anche quando siano presenti. Questo lascia presupporre che tali artifizi vengano nuovament perpetuati in futuro, mostrando così l’importanza di un’autogestione della qualità dell’acqua consumata.

AMALGAME DENTARIE

Le vecchie amalgame argentate contengono alte quantità di piombo e mercurio e dovrebbero essere rimosse con metodi di sicurezza per evitarne anche la minima ingestione, è assurdo esistano filtri negli studi dentistici per non contaminare le acque di sostanze che vengono installate nei nostri denti, ma soprattutto nella nostra bocca! Possono provocare disturbi e malattie degenerative come Morbo di Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla e Cancro.

BIBITE GASATE E ALLUMINIO

La famosa bibita coca-cola contiene acido fosforico, e anche le altre bibite gasate concorrono alla acidificazione dei tessuti rendendoli così terreno fertile per accumulo di tossine e facile preda dell’ossidazione cellulare, aumentando inoltre la permeabilità cellulare che gioca un ruolo chiave nelle malattie degenerative. I nostri sistemi tampone, che regolano l’acidità di sangue e tessuti non riescono a bilanciare sempre l’acidità indotta dall’alimentazione e dalle reazioni biochimiche, di conseguenza sarebbe buona abitudine evitare le sostanze gasate che contengono anche anidride carbonica, e coloranti poi devono essere smaltiti. L’acido fosforico dovrebbe scoraggiare l’uso delle bibite in lattina perché reagisce con l’alluminio in presenza di liquidi acidi come lo sono le bibite gasate, regalando così al bevitore un’inconsapevole dose di metallo dannosa per l’organismo. Anche il caffé e in minore misura il té classico oltre ad acidificare i tessuti contengono caffeina e teina rispettivamente, e come noto sono eccitanti da assumere con cautela anche per quanto riguarda il cuore e l’ipertensione. E’ noto da diverse ricerche che la intossicazione da Alluminio provoca problemi perniciosi sul sistema nervoso sia su animali che su uomini. L’alluminio è correlato a malattie come il MORBO DI PARKINSON, DI ALZHEIMER e quello di LOU GEHRIG, in quanto nei malati di tali patologie è stata trovata una quantità di alluminio nel cervello 20/30 volte superiore rispetto alla media delle persone sane, ancora non è chiaro se questa sia la causa o un effetto di tale malattia, se ci fosse uno screening sulle persone a maggiore rischio a questo riguardo potrebbe essere chiarito questo dubbio, comunque sia questa eccessiva presenza del metallo consiglierebbe in ogni caso di effettuare una terapia CHELANTE per far si che le sostanze chelanti usate portino via i metalli pesanti accumulati incorporandoli al loro interno. La maggiore assunzione di alluminio avviene tramite il cibo ma anche dall’acqua, dovrebbero essere sostituite le pentole, tegami, caffettiere in alluminio con identici oggetti in ACCIAIO INOX, perché analogamente alle lattine l’acidità dei cibi e del caffé insieme al calore rilasciano il metallo nei cibi e liquidi che assumiamo con l’alimentazione quotidiana. L’alluminio è inoltre presente in confezioni per biscotti, caffè, patatine e lattine per verdura preconfezionata. Il succo di mirtillo nero è un esempio di sostanza naturale chelante, il Dottor Bernard Montain ha messo a punto uan terapia chelante naturale, quelle chimiche ad esempio quella che utiliza l’EDTA sono aggressive anche per i nostri sistemi enzimatici, alterando quindi una serie notevole di processi biochimici, e sono quindi sconsigliabili.

Metalli, e altri materiali consentiti per gli utensili in cucina

· Acciaio Inox
· Ferro
· Ghisa
· Pirex
· Pietra ollare
· Rame
· Terracotta

Altri materiali da evitare

· Pellicola d’alluminio, sostituirla quando possibile con panni o piatti per coprire altri piatti o recipienti
· Lattine di birra, bibite gasate
· Succhi di frutta in cartone che contegono al loro interno poliaccoppiato di alluminio
· Birra alla spina, in quanto è trasportata con l’alluminio, preferire sempre il vetro
· Padelle antiaderenti, il rivestimento antiaderente è in teflon, sono tossici i vapori liberati e se si vogliono utilizzare almeno sostituirle quando il rivestimento è graffiato


Soggetti particolarmente sensibili all’alluminio

· Bambini
· Anziani
· Soggetti con funzionalità renale inadeguata

Danni indotti dall’alluminio

· Effetti tossici sull’attività di molti enzimi
· Ostacola la trasmissione degli impulsi nervosi favorendo la formazione di placche senili e grovigli neurofibrillari
· Antagonismo all’assorbimento di calcio e magnesio
· Anemia
· Osteomalacia (ossa fragili o molli)
· Intolleranza al glucosio
· Arresto cardiaco
· Ulcere della bocca
· Ulcere gastriche e duodenali
· Encefalopatia da dialisi
· Appendice, a volte la causa scatenante di un’appendicite è un intossicazione da alluminio
· Prurito anale
· Prurito ed eruzioni cutanee
· Cancro, a causa dei fertilizzani artificiali contenenti alluminio che alterno la composizione dei nutrienti dei terreni e quindi di quelli del corpo umano, che ne assume i frutti mediante l’alimentazione, provocando squilibrio nelle ghiandole endocrine che regolano la crescita de tessuti
· Trombosi
· Alterazione dei muscoli del bulbo oculare con perdita progressiva della vista
· Emicrania e reumatismi
· Intossicazione intestinale
· Psiche, si manifesta come incapacità decisionali

Farmaci

Una quantità di alluminio è contenuta anche in queste tipologie di farmaci

· Antiacidi
· Acido acetilsalicilico
· Fluidi dialitici (utilizzati per la dialisi)

Vaccini

L’alluminio viene utilizzato come eccipiente adiuvante, ovvero utile a scatenare un’azione di aiuto immunologico del vaccino che rischierebbe di non essere sufficiente.
Nelle vaccinazioni si arriva anche a somministrare dosi pari a 250 volte a quella di riferimento, inevitabilmente si hanno così intossicazioni da alluminio che secondo alcuni studiosi sarebbero alla base di disfunzioni comportamentali dei bambini e problematiche come.

· Iperattività
· Difficoltà di attenzione
· Dislessia
· Allergie
· Disturbi cronici immunologici
· Disturbi cronici neurologici come l’autismo
· Leucemia
· Sclerosi multipla

Altre sostanze contenute nei vaccini

· Mercurio
· Formaldeide

Anche queste sostanze hanno effetti nocivi poco conosciuti. Fra i difetti dei vaccini, esiste anche il rafforzamento dei ceppi virali, specialmente per malattie non mortali come quelle infettive come morbillo, varicella, rosolia e scarlattina, sarebbe meglio evitare le vaccinazioni.

Fluoruri

La presenza di questi composti chimici rende l’alluminio più facilmente assorbito dall’organismo. Nei ratti il fluoruro di alluminio ha indotto cambiamenti morfologici del cervello, ed un tasso di mortalità maggiore sempre nei ratti, rispetto a quello relativo al gruppo a cui è stato somministrato solo alluminio. Effetti ancora più marcati sono stati riscontrati con il fluoruro di sodio. Come si può verificare, questi sono componenti utilizzati nei normali dentifrici.

Impatti tossici

· Neurologico
· Cerebrovascolare

Fonti di fluoruro di alluminio

· Acque potabili con aggiunta di fluoro
· Dentifrici con aggiunta di fluoro


Piante Metalchelanti


Queste piante si sono dimostrate capaci di metabolizzare gli inquinanti ambientali dell’ambiente come gli ioni di alluminio, piombo, cromo, nickel e zinco. Questa capacità è dovuta alla presenza della cisteina.

Alluminio

· Camelia

Piombo

· Rododendro
· Tiglio
· Ciliegio Selvatico
· Azalea
· Tasso
· Camelia
· Geranio
· Edera

Cromo


· Ortensia

Nickel

· Azalea

Zinco

· Rododendro
· Tasso
· Edera

Argilla

L’argilla è un silicato idrato di alluminio, utilizzato in diverse parti del mondo, come Cina, Nuova Guinea, America Latina, Africa e Giappone.
Argilla ventilata

E’ utilizzata come bevanda a scopi terapeutici, per fare dentifrici, saponi e per rinforzare i capelli, è utile anche per agevolare la disincrostazione intestinale di ammassi di glutine accumulatisi nel corso degli anni.

Argilla verde

E’ la più utilizzata a scopi curativi, ad uso interno ed esterno, per saponi, dentifrici e per rinforzare i capelli. Può causare in rari casi debolezza e astenia.

Argilla bianca


Trova impiego nei trattamenti estetici e per maschere, a scopo terapeutico è utilizzata solamente quando non sia tollerata quella verde.

Argilla grossa

Utilizzata per impacchi e cataplasmi di grandi proporzioni oppure per bagni o pediluvi.

Argilla fine

Impiegata per impacchi, bendaggi, nella cosmesi e per irrigazioni vaginali.

Proprietà dell’argilla

Cicatrizzante: depura piaghe, ferite ed ulcere assorbendone impurità, stimola la cicatrizzazione favorendo la coagulazione e la rigenerazione dei tessuti.

Catalitica: facilita le reazioni chimiche, migliorando l’assorbimento dei minerali contenuti nei cibi e l’espulsione di tossine e radicali liberi.

Battericida e antisettica: favorisce l’eliminazione dei parassiti intestinali e a riequilibrare la flora batterica alterata da enteriti, coliti e colibacillosi.

Demineralizzante: la sua ricchezza di minerali fondamentali per la salute riesce a ridonare il giusto apporto di queste sostanze al nostro organismo, un buon apporto di minerali può essere ottenuto anche mediante un’alimentazione ricca di verdure, sopratttutto crude e meglio se biologiche, in modo da non avere sostanze di sintesi residue.

Assorbente: è in grado di assorbire acqua, gas e cattivi odori, e quindi può essere utilizzata per combattere l’alito cattivo derivante da problemi di intestino relativi ad eccessiva generazione di gas, come disbiosi e fermentazione, o per togliere cattivi odori da frigoriferi e spazi ristretti.




Bibliografia:


Michael T Murray, Joseph E. Pizzorno – “Trattato di Medicina Naturale” - Volume 1 e 2 – Red

Edizioni Association Médicale Kousmine Internazionale – “Il metodo Kousmine” – Ed. Tecniche

Bruno Brigo -- “La prevenzione del Cancro -10 regole d’oro” – Ed. Tecniche Nuove Bruno Brigo

Karyn Siegel Maier -- “Pulire la casa naturalmente” -- Edizioni Il punto d’incontro

Amrita Giuseppe Chia – “Alluminio, usi e abusi” – Macro Edizioni

Giorgio Petrucci – “I pericoli del fluoro” – Macro Edizioni

Luigi Rho -- “Attenti all’acqua” – Edizioni M.I.R.

Leggi tutto...